il blog di Dovemangio.info
venerdì 25 gennaio 2008
  Italia = Pizza!

Si pensa Italia, si dice pizza... questo potrebbe essere uno slogan culinario da esportare, così come nel vecchio millennio abbiamo esportato molte specialità della nostra tradizione culinaria all'estero, soprattutto in America.

Ancora sono fissi nella memoria i nostri antenati, con la valigia di cartone chiusa con lo spago, piena di quanto poteva servire subito, pochi indumenti, la pasta e tanti sogni... oggi i discendenti di queste persone sono anche diventati grandi esponenti della vita culturale e finanziaria estera e, spesso, masticano qualche parole della nostra lingua.

Un tesoro da custodire, un pezzo di storia della propria famiglia.

Ma torniamo alla pizza, si comincia a parlare di pizza forse già al tempo degli etruschi, e poi più tardi nelle canzoni dei cantastorie. Intorno al 500 troviamo tracce di questa alternativa al pane, una maniera diversa per "riempirsi lo stomaco" fatta di quello che si poteva trovare: farina, olio, sale e lievito. Pizza era all'inizio solo il disco di pane con olio e basilico, poi arrivò il caciocavallo ad insaporire il disco caldo. La vera pizza, così come la concepiamo noi, nasce intorno al 1600 dall'innegabile ingegno culinario meridionale e avviene con la scoperta del pomodoro!!!
Importato dal Perù, dopo che venne scoperta l'America, il pomodoro fu dapprima usato in cucina come salsa cotta con un po' di sale e basilico e solo più tardi, a qualcuno venne l'idea di metterlo sulla pizza.

L'esordio della pizza moderna avvenne in occasione della visita della regina Margherita, moglie di Umberto I re d'Italia, a Napoli. La regina aveva sentito parlare di questo piatto povero, ma gustosissimo, chiamato pizza, furono invitati a corte Raffaele Esposito e sua moglie, prepararono la famosa pizza con pomodoro basilico e mozzarella, che nel frattempo era stata scoperta, in onore della regina Margherita e del tricolore. Da questo momento il mondo conobbe la pizza margherita, esportata dai nostri emigranti, che nulla avevano ma sicuramente trovavano ovunque gli ingredienti per fare la pizza.

Oggi pizza significa fantasia del creare, concorsi, raduni mondiali e guiness dei primati, può essere bassa o alta, morbida o croccante, ma rimane sempre un gustoso piatto naturale e genuino che è "casa" in qualsiasi parte del mondo.

Soprattutto durante la bella stagione, varie sono le sagre e gli eventi dedicati alla pizza. In ogni dove dello Stivale, si possono gustare tutte le possibili varianti di questo alimento genuino che piace proprio a tutti.

Tra le stranezze, in fatto di pizza, segnaliamo "la pizza a forma di presepe":

tre pizzaioli di Pescara hanno creato una pizza a forma di presepe, tutta commestibile, utilizzando venti chili di impasto ed altri componenti. Le dimensioni sono d'un metro e mezzo per un metro, lo spazio giusto per essere ospitato nella vetrina del negozio "Il gabbiano". Gli ingredienti sono quelli canonici previsti per fare una pizza: farina con acqua e sale, pomodori, basilico, mozzarella, con l'aggiunta di un po' di prezzemolo per gli alberi. Il presepe pescarese ha le case di pasta ed i tetti di pomodoro, cucinati con tempi diversi per ottenere sfumature alcune più chiare ed altre più cupe, mentre gli alberi di pasta sono cosparsi di prezzemolo; tutt'attorno ci sono il mulino, i pastori, gli artigiani, sempre di pasta. I tre proprietari della pizzeria, Linda di Tilio e Giuseppe ed Alessandro Gubitosa, non sono nuovi a prodezze del genere, avendo già infornato, per il Natale del 1999, una pizza a forma di stivale battezzata appunto Pizza Italia e farcita con le specialità regionali (dalle melanzane per la Sicilia allo speck per la Val d'Aosta).

Le varianti:

A Napoli la cosiddetta pizza chiusa, ossia una pizza ben condita e coperta dalla stessa pasta, si chiamava anche calzone, ma in seguito altre varietà di calzone con un tipo di pasta differente sono state ideate e preparate nella vicina Puglia, ragion per cui il calzone è divenuto di fatto un altro prodotto culinario. Una piccola pizza chiusa è il panzerotto, il quale può essere cotto al forno o fritto in padella. Nel palermitano è diffuso lo sfincione, pizza morbida con cipolla. In Provincia di Siracusa, specie nei comuni di Solarino e Sortino, si può gustare il zizzolo, una sorta di pizza tonda farcita. Negli ultimi anni del XX secolo si è andata affermando anche la pizza senza glutine, preparata con farine non a base di frumento, adatte a chi soffre di celiachia.

I Record

La più grande pizza mai prodotta è quella dell'ipermercato Norwood Pick 'n Pay (Johannesburg, Sudafrica). Secondo il Guinness Book of Records la pizza aveva un diametro di 37.4 metri e sono stati impiegati 500 kg di farina, 800 kg di formaggio e 900 kg di salsa di pomodoro. Dicembre 1990.

Il 22 marzo 2001, Bernard Jordaan, della Butler's Pizza (Cape Town, Sudafrica), consegnò una pizza a Sydney (Australia), raggiungendo la distanza di 11042 km. Il record per la consegna più distante di pizza è riconosciuto dal Guinness Book of Records.

A Feltham, Londra, il nuovo record per la più distante consegna di pizza spetta a Lucy Clough. Una pizza vegetariana è stata cotta il 17 novembre 2004 ed ha percorso una distanza di 16949 km per essere consegnata in Ramsey Street, a Melbourne, il 19 novembre 2004. Il record è presente nell'edizione 2006 del Guinness Book of Records.

(fonte
www.originalitaly.com)

 
  Lo sapete che...

Dall'Australia con furore arriva il pizza distributore!

Wonder PizzaCosa passa nella pancia degli italiani? La dieta sempre meno mediterranea di giovani lavoratori e donne in carriera non sembra certo privilegiare il salutismo e l’ipocaloria…anzi a ben vedere il tradizionale piatto di spaghetti sembra cedere il posto a veloci smangiucchiate fuggitive davanti al computer o peggio ancora a fugaci pasti a base di sandwich e junk food (cibo spazzatura).

Se bombe al colesterolo minano le tavole degli italiani dall’altra parte del mondo la tradizione del carboidratico pasto italiano si coniuga ad una formula self-service a dir poco preoccupante.
Arriva in Australia il distributore automatico di pizza dal nome evocativo “Wonder Pizza Italy”. Secondo lo slogan si tratterebbe della “Best italian Pizza”.

Il marchingegno, grande come un frigorifero è stato progettato a Torino dalla Ironweld srl. Ci sono voluti sette anni per realizzare la macchina e oltre 10 milioni di dollari per la progettazione e per lancio.

Se nel Nord America la tradizione culinaria italiana, come comprensibile d’altronde, si limita alle varie Little Italy e catene di Pizza Hut tra breve anche l’Europa conoscerà la versione self-service del discobolo al lievito!
I distributori infatti saranno presto disponibili negli Stati Uniti, in Europa, nel Medio Oriente e Australia, assicurano dalla società. Aeroporti, ospedali, università, uffici, stadi, metropolitane, centri commerciali, la “WonderPizza”, ha l’intenzione di espandere ovunque il distributore patentato. La macchinetta è già presente sul mercato americano con il marchio “Wonder Pizza Usa”, così come anche in Spagna, Grecia, Messico, Norvegia, Svezia e Gran Bretagna.

 
giovedì 24 gennaio 2008
  Il vino del mese



La doc Costa di Amalfi

Ravello è stata la prima importante vetrina commerciale dei vigneti di Tramonti, il comune contadino dove da sempre viene coltivata la maggior parte delle uve della Costiera Amalfitana. Furono i viaggiaori romantici del Grand Tour a conoscere e scoprire i vitigni misteriosi oggi in grande spolvero mediatico e commerciale: aglianico, aglianico tintore, piedirosso e sciascinoso per il rosso, biancolella, falanghina, pepella, ginestra, San Nicola, fenile per il bianco. Sì, perché questo territorio magico è da sempre stato una piccola isola dove la biodiversità agricola e culturale è stata tutelata dalla perenne difficoltà dei collegamenti via terra, circondata dai Monti Lattari e dal mare. Dal 1995 è stata istituita la doc Costa d`Amalfi con le tre distinte sottozone in cui si riconosce la tradizione antica e moderna, Tramonti, Ravello e Furore. Ma rientrano nella zona anche i comuni di Cetara, Maiori, Minori, Scala, Atrani e Conca dei Marini.

Dicevamo di Ravello come vetrina commerciale. Un ruolo giocato da oltre150 anni e di cui sino a qualche tempo fa era rimasta traccia nella sagra dell`uva che si teneva nel cuore del paese e che ultimamente è stata fatta rivivere in chiave moderna da Vincenzo Palumbo negli ultimi due anni. Vero è che nell`Ottocento le vigne erano praticamente ovunque, ancora oggi qualcuna sopravvive proprio a ridosso della splendida e famosa piazza sorvegliata dal Duomo. Ma la svolta, commerciale appunto, si ebbe quando Ravello divenne con Amalfi meta obbligata dei viaggiatori romantici del Nord Europa venuti a caccia di emozioni nel Regno dele Due Sicilie.

Pasquale Palumbo, bisnonno di Marco Vuilleuimier, abitava a Villa Episcopio da cui prende il nome l`azienda vitivinicola dell`Hotel Palumbo. Pasquale verso la metà dell`800 trasformò la residenza in un punto di ritrovo, una pensione insomma, per i viaggiatori del Grand Tour che salivano da Amalfi in groppa agli asinelli. Poco dopo l`Unità d`Italia nasce l`etichetta, la prima della Costiera, "Vini Episcopio". Molti clienti si affezionarono a quelle bottiglie e, colpiti dalla nostalgia dei vigneti di Villa Cimbrone o Villa Rufolo, scrivevano a Pasquale per ordinare una o due casse del vino bevuto a Villa Episcopio. Vino e limoni, lo leggiamo nelle carte conservate da Luigi Aceto di Amalfi, il papà del limoncello, nell`Ottocento si imbarcavano nel porto di Maiori. Nasce così una tradizione che continua ancora oggi, anche se naturalmente da una ventina di anni le tecniche di vinificazione si sono notevolmente evolute. Ravello lega il suo nome anche al rosato, lanciato alla grande dall`azienda Caruso durante la seconda epoca d`oro della Costiera, quella che vide protagonista tutto il jet set internazionale. Non a caso è una delle tipologie previste dalla doc.

Nel Dopoguerra prende piede anche la tradizione della famiglia Sammarco da cui sono nate due aziende, Cantine Sammarco ed Ettore Sammarco, a pochi metri l`una dall`altra, all`inizio dei tornanti che dal bivio di Castiglione iniziano a risalire verso Ravello. Una tradizione che ormai ha superato la soglia del mezzo secolo.

Gli altri due poli vitivnicoli sono appunto Furore e Tramonti. Nel primo opera l`azienda Marisa Cuomo lavorando su vitigni autoctoni spesso a piedefranco: la tradizione familiare è antica e si è sviluppata quando fu aperta la strada per Agerola, ma la cantina è stata riorganizzata da unadecina di anni.

A Tramonti abbiamo Apicella, il primo ad etichettare il vino della zona, anche lui impegnato nella lavorazione di vigne a piedefranco, e Reale, ultima nata in costiera con la vendemmia 2002.

(fonte www.vinocampania.it)

 
mercoledì 23 gennaio 2008
  Ci siamo quasi...

Cari visitatori del blog di Dovemangio vi comunico che il sito è in stato di ultimazione e che presto torneremo all'opera, per consigliarvi dove mangiar bene. Faremo da cavie per voi, ma soprattutto per i nostri palati...
Per chi volesse passare una serata con noi all'insegna dell'amicizia, ma soprattutto comparire come guest la mail per la richiesta è questa info@dovemangio.info inserendo i propri dati.
Per chi volesse consigliare un locale scrivete alla stessa mail.
Auguro a tutti un buon proseguio di giornata.
A presto per un nuovo post
 
martedì 8 gennaio 2008
  Nuove autorizzazioni in arrivo...
Anche se qualcuno alle volte ha sospettato che potessi, beh, non sono capace di dividermi in tre(o più). Questa modesta osservazione mi ha portato ad autorizzare altri due bal...simpatici giovani ad unirsi all'amministrazione del blog di Dovemangio.info .
Non sono personaggi così difficili da indovinare... ma grandi personaggi
Giucas e Nicola.
Benvenuti!

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  Novità: Dovemangio.info in manutenzione
Salve gente,
come qualcuno di voi avrà già notato, il sito di dovemangio.info è ufficialmente in manutenzione. Oramai manca poco alla realizzazione del nuovo sito.
Grazie per averci seguito anche in questi periodi bui.

Francesco.
 
mercoledì 2 gennaio 2008
  Novità: nuova veste grafica per Dovemangio.info
Abbiamo voluto fare le cose in grande. Vista la poca disponibilità economica, abbiamo ripiegato sul nostro valido grafico Vincenzo Pinto (3n2o).
Grazie assaje dallo staff di Dovemangio e da quanti, ogni giorno, visitano la nostra pagina e non svengono dallo spavento!

(ti fischiano le orecchie, eh?)

Francesco.
 
martedì 1 gennaio 2008
  Novità: il blog di dovemangio.info
Salve gente!
Stiamo tornando e con più idee di prima!
Tra le novità di questo dovemangio.info v2.0 c'è il blog.
Il fenomeno dei blog ha colpito ogni settore e noi non siamo rimasti a guardare.
Qui potrete commentare, consigliarci o salutarci!Ora tocca a voi!

Francesco.(alieno__"AT"dovemangio.info)
 
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